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FIRENZE Caso don Santoro, i fedeli vanno dai “lefebvriani”
Riceviamo e pubblichiamo

Firenze – Caro direttore, a nome di una decina di fedeli cattolici delle Piagge, attraverso il suo quotidiano rivolgo una pubblica richiesta alla Fraternità sacerdotale San Pio X di aprire una delle loro cappelle in Brozzi perchè, dopo lo scandalo del transessuale sposato da don Alessandro Santoro, sta venendo meno la nostra fiducia nei preti che praticano certe ideologie cosiddette postconciliari.

Come facciamo ad affidare la salvezza delle nostre anime a preti che non tengono in nessun conto la religione cattolica? Come facciamo a chiedere in confessione il perdono dei peccati a chi pensa che tutto sia ammesso? Come possiamo accostarci al sacramento dell'altare dinnazi a chi fa scempio del sacramento del matrimonio? Apprendiamo che il vescovo Giuseppe Betori ha deciso l'allontanamento di don Santoro, sollevato dall'incarico, ma ci sembra un provvedimento del tutto inadeguato: il sacrilegio di un sacramento non comporta la scomunica? Che esempio si lascia al suo successore?

Sandra, o Sandro, Alvino, già presidente dell’Associazione Italiana Transessuali, ha potuto usare una chiesa e un sacramento come passerella con la complicità di un prete: di questi preti non ne possiamo più, vogliamo dei sacerdoti che siano tali di nome e di fatto, magari con tanto di tonaca che questi si vergognano di portare per apparire di più uomini di mondo. Chiediamo allora ai preti dell'arcivescovo Lefebvre di venire a fare la messa da noi e riportarci, con i sacramenti cattolici, la fiducia nella Chiesa.

Franca Bini

 

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