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| RUSSI (RA) Netto “no” della Lega alla centrale a biomasse |
Ròss - Il segretario comunale della Lega Nord Vincenzo Papi insieme a Paolo Guerra, sostenitore e promotore del Gruppo di lavoro sullo Sviluppo Economico della Lega Nord, e Maria Marabini, segretaria della Lega Nord, con soddisfazione vengono a conoscenza di un numero sempre maggiore di agricoltori di Russi che, pur appartenenti alla Coldiretti, sono contrari alla centrale a biomasse. “Ci auguriamo – afferma Papi - che oltre agli agricoltori, anche la stessa Coldiretti locale prenda le distanze dall’accordo sottoscritto dalla Coldiretti Nazionale. E’ necessario che queste organizzazioni, prima di sposare simili progetti da Roma, chiedano il parere nei territori interessati. Soprattutto se si parla di insediamenti che hanno un impatto ambientale di questo tipo”.
Nell’incontro aperto che si è tenuto proprio a Russi alcune settimane fa la Lega Nord ha partecipato numerosa a sostegno del blocco dell’iniziativa di conversione dell’ex zuccherificio di Russi in centrale a biomasse. “Non possiamo che riprendere i concetti espressi dai nostri militanti e dai nostri sostenitori in quell’occasione - continua Vincenzo Papi -. Dal punto di vista ambientale, la centrale a biomasse sarà controproducente. I dati esposti su questo insediamento non sono del tutto chiari, in particolare quelli riferiti alla resa produttiva”.
“In ogni caso – prosegue Paolo Guerra -, la centrale produrrà energia che attraverso i condotti sarà portata altrove. Riprendendo i concetti relativi al federalismo, viene da chiedersi come mai vengono realizzati insediamenti che avranno un impatto ambientale discutibile nei nostri territori e daranno un beneficio energetico in altre aree. Converrebbe vedere cosa accade in Paesi come la Svizzera dove il raggiungimento di una qualità della vita è accompagnato da un forte attivismo e coinvolgimento locale, chiamato a decidere sull’opportunità o meno di tali insediamenti”. Secondo il Carroccio, “l’impatto ambientale della centrale sarà certamente controproducente per i terreni agricoli e per gli edifici di pregio storico del territorio di Russi”.
“Ci siamo chiesti più volte il motivo – continuano gli esponenti della Lega - del silenzio degli agricoltori locali di fronte all’ennesimo accordo di filiera sottoscritto da Coldiretti a livello nazionale (come sempre a Roma - nda). Non saranno i primi contratti di coltivazione e di fornitura di legname alla Centrale a permettere una ripresa del sistema agricolo romagnolo”. Anche se inizialmente sarà possibile spuntare prezzi interessanti, la Lega Nord ribadisce che i quantitativi necessari per alimentare la centrale saranno talmente elevati che, una volta a regime, saranno necessarie importazioni da altri territori via camion se non da altri paesi via nave.
“Le conseguenze – si afferma nel comunicato leghista - potranno essere devastanti. I prezzi concordati a livello locale potrebbero scendere nel giro di qualche anno e, oltre all’impatto ambientale circa l’insediamento, vi sarà un incremento del traffico pesante via camion. I terreni circostanti potrebbero avere diminuzioni del loro valore di mercato. Ricordiamo alcune delle interessanti posizioni del G.T.A. (Gruppo Trasversale Agricoltori) lette con interesse sui quotidiani locali in merito al distacco esistente fra le posizioni centrali delle organizzazioni agricole con quelle periferiche che tutti i giorni cercano di sbarcare il lunario”. “Da questo – concludono i leghisti - invitiamo gli agricoltori e i comitati cittadini a ribadire la loro contrarietà a questo insediamento al sindaco di Russi che, senza partecipare ad alcun confronto, ha lasciato procedere questa situazione senza ascoltare i propri concittadini”.
21 luglio 2010 |
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