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Torino, soluzione all'italiana: lasciano Cota per un po' PIEMONTE, REGIONE A ROTAZIONE |
Il Tar rimanda tutto all'esito della causa per falso contro la lista Pensionati: ci vorrà un anno e poi verranno appello e cassazione
di Paola Galli. Turìn - Nel futuro della Regione Piemonte sembra profilarsi una “soluzione all'italiana”: il Tar ha accolto parzialmente il ricorso di Mercedes Bresso, l'ex presidente che non ha nessuna intenzione di scollarsi dalla poltrona neppure dopo che ne ha ottenuto un'altra “sostitutiva”. La candidata del centrosinistra aveva, infatti, annunciato di rinunciare ai ricorsi elettorali accordandosi con Cota per intascare la nomina a presidente del Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles. Intesa che scandalizzò non pochi esponenti della sinistra (e, a dire il vero, qualche leghista). Adesso la Bresso deve aver indignato pure il vincitore delle Regionali, presentandosi lo stesso davanti al Tar nel tentativo di invalidare il risultato elettorale. Si arriva così alla sentenza che accoglie parzialmente il ricorso della sinistra e fissa la prossima udienza al 7 ottobre.
PROCEDIMENTO CIVILE. La Bresso esce sconfitta sulle contestazioni circa la lista “Verdi Verdi”, che viene ritenuta del tutto legittima, ma ottiene il riconteggio dei voti per quanto riguarda le liste “Al centro con Scanderebech” e “Forza consumatori”. Quanto basta per far traballare il bottino di 9mila voti ottenuti in più da Cota sulla Bresso. Ma non è tutto. Il Tribunale amministrativo ha chiesto agli avvocati della Bresso di aprire un procedimento civile per dimostrare che le firme di presentazione della lista “Pensionati per Cota” erano fasulle: se verrà dimostrata questa circostanza, la lista verrà annullata e ben 27mila voti spariranno dal patrimonio di Cota, che risulterà perdente.
VITTORIA INDISCUTIBILE. Per arrivare a sentenza definitiva, tra appello e cassazione, occorreranno dunque un paio d'anni. Il biennio presidenziale, di fatto, sarebbe una specie di “contentino” nei confronti di chi viene mandato a casa dopo aver vinto in virtù di quelle migliaia di voti veri e validi che la Bresso non ha avuto. Una vittoria indiscutibile, a prescindere dai pasticci nella raccolta firme che, se venissero confermati, sarebbero una autentica vergogna oltre che una grossa idiozia. Le liste oggi sotto accusa, d'altro canto, sono state ammesse alle elezioni dagli organi competenti e questa “moviola” post elettorale è il colpo di coda di chi non si rassegna a mollare la poltrona. Ora, piuttosto che legittimare progressivi ribaltoni, per molti la soluzione migliore sarebbe quella di rimandare tutti al voto.
BOSSI INDIGNATO. A dir poco indignato Umberto Bossi per la piega che sta prendendo la vicenda: "Con questa manovra - afferma - vogliono rimettere in sella la Bresso. Un tentativo che ha dell’incredibile". Ma per Roberto Cota la partita è tutta da giocare: "Diciamoci la verità: il problema - rileva - è che io ho vinto le elezioni mentre per qualcuno non le dovevo vincere. La Lega e il Pdl non dovevano governare. Ma i miei avvocati faranno ricorso al Consiglio di Stato e io continuerò a governare con slancio rinnovato".
16 luglio 2010 (Aggiornato al 17 luglio)
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