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Panchine d'oro? Tosi querela |
Veròna – Il Messaggero, giornale dei romani de Roma, aveva lanciato un improbabile scoop: “Lega sprecona: 400mila euro per le panchine anti-bivacco”. Il sindaco Flavio Tosi, insomma, veniva accusato di aver speso cifre folli per mettere dei braccioli sulle panchine in modo da impedirne l'uso come letto da parte dei balordi. Balla stratosferica, ribatte il primo cittadino leghista che afferma di aver “dato mandato ai miei legali di querelare per diffamazione i quotidiani Il Messaggero e Il Mattino per gli articoli titolati 'Lega sprecona: 400mila euro per le panchine anti-bivacco' e il giornalista Renato Pezzini, autore di questo esempio da manuale di giornalismo spazzatura”. Le cose, dice Tosi, stanno molto diversamente: “Forse - spiega - a Roma una panchina potrà anche costare 1.000 euro, come dice l’articolo, ma a Verona, città che non spreca, una panchina in legno, senza braccioli antibivacco, costa 275 euro e con i braccioli 300 euro; se invece la panchina è in metallo costa da 355 euro, senza bracciolo, a 400 euro. Il tutto con regolare gara d’appalto per la fornitura”.
Ma allora, come nasce la storia delle panchine d'oro? “I 400mila euro di cui parla l’articolo sono – afferma Tosi - frutto della fantasia diffamatoria dell’articolista. Se si fosse documentato o avesse interpellato in proposito, per doverosa verifica delle sue fonti, anche l’amministrazione comunale, sarebbe stato informato che la somma di 400mila euro è la spesa sostenuta per realizzare un intero Parco (San Giacomo) di 40.000 metri quadri, nel quale sono state posizionate anche delle panchine”.
Ma non è finita qui: anche la moglie del sindaco è stata recentemente tirata in ballo a sproposito dai media, accusata di essere diventata responsabile della segreteria dell'assessore regionale alla Sanità, “pur non essendo in possesso della laurea richiesta”, dunque per il “merito particolare di essere la moglie di Flavio Tosi”. “Nulla di più falso – ribatte l'esponente della Lega -: per ricoprire il posto di capo segreteria di un assessorato non c'è bisogno di alcuna laurea”. Inoltre, negli uffici della Giunta regionale la moglie di Tosi ci lavora dal 1994, dunque molto prima di conoscere il futuro sindaco di Verona.
15 luglio 2010 |
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