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| Azzurri, assurda la “ricetta extracomunitaria” di Abete |
Gentile Direttore,
sono rimasto basito dalle dichiarazioni del presidente Figc Giancarlo Abete, il quale propone come rimedio, alle scarse prestazioni degli azzurri, di dare la nazionalità ad alcuni giocatori extracomunitari. Non è per la mia provenienza politica, leghista, che rimango basito quanto per una serie di quesiti che viene naturale porre. Innazitutto non vedo nessun fenomeno tra i vari Amauri, Thiago Motta, Zarate,Taddei (tutta gente che in Italia non è nata e l'unico legame è un parente alla lontana) o meglio nessuno in grado di giocare così tanto meglio dei componenti dell'attuale comitiva azzurra e ritengo sminuente la proposta nel rispetto dei nostri vivai che andrebbero rilanciati e sui quali andrebbero investite più risorse.
Forse Abete si dimentica che l'Italia è stata, appena quattro anni fa, campione del mondo e perciò non ha nulla da invidiare rispetto ad altre formazioni calcistiche nel panorama mondiale, si dimentica anche che lo stesso esperimento in altri sport, baseball, basket, rugby non ha portato chissà quali risultati. E' vero che in questa manifestazione assistiamo a nazionali multi etniche come la Svizzera o la Francia ma il bello di questa competizione dovrebbe essere la forza che ciascuna squadra riesce ad esprimere senza ricorrere alle nazionalizzazioni facili, per questo guardo con ammirazione alla piccola Slovenia, una nazione che con appena due milioni di abitanti si presenta al Mondiale, con giocatori doc.
Altrimenti rischiamo che la massima manifestazione calcistica si riduca ad una sorta di mundialito da club. Perciò, da giovane e da amante del calcio, invito la Federazione Italiana Gioco Calcio ad essere più propositiva, come ho già detto, sui vivai e sulle manifestazioni giovanili. Vincere e divertire si può anche con prodotti calcistici nostrani: l'Argentina, su tutte in questo Mondiale, insegna.
Paolo Tiramani
(Consigliere Regione Piemonte) |
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