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| Il sindaco di Malgrate e i rischi di “centralismo regionale” |
Gentile direttore,
si sta procedendo alla abolizione delle Province. Possibile che nessuno si renda conto che è il contrario del federalismo e dell'autonomia? Si rischia un nuovo centralismo regionale. Sono le regioni che hanno "espropriato" le autonomie locali dei loro compiti e si sono trasformate da enti di programmazione in enti di gestione: sanità, foreste, laghi e gestione navigazione, protezione ambientale (Arpa), formazione, ecc... inventando il duplicato delle province: i "pirellini". Chiudendo le province daremo alle regioni anche la viabilità, le scuole, ecc... Sostituiremo le province con gli uffici regionali sul territorio? Un bel passo indietro... Bisognerebbe fare il contrario: dare alle regioni solo le competenze in tema di programmazione e pianificazione e restituire la gestione a province e comuni.
Giovanni Codeca
Sindaco di Malgrate (Lecco)
Egregio sindaco,
l'eliminazione tout court delle Province, ipotesi che curiosamente figura tra i punti cardine del “piano di rinascita democratica” della P2 di Licio Gelli, credo sia ancora lontana dal trovare una qualche attuazione. Allo stato presente pare ardua e controversa impresa, tra confusi assalti e scomposte ritirate, persino lo smantellamento degli enti locali locali più piccoli: figuriamoci quelli di importanti realtà socio-economiche e, diciamocela tutta, partitocratiche... Piuttosto concordo con la sua diagnosi sull'insorgere di un “centralismo regionale”.
Ad ovviare tale fenomeno lei auspica di “dare alle Regioni solo le competenze in tema di programmazione e pianificazione e restituire la gestione a province e comuni”. Non ho difficoltà a riconoscere come, quella da lei caldeggiata, sarebbe la forma più pura di sussidiarietà; anche in questo ambito territoriale, tuttavia, occorre avere ben presente che il prospettato federalismo su base regionale si coniugherà strettamente al concetto di responsabilità (quindi all'azione di verifica e controllo, che sul piano operativo si lega nel ruolo di sinergia e guida della Regione).
La Regione sarà chiamata a render conto della sua complessiva “virtuosità” in rapporto ai livelli standard di prestazione e spesa, anche per servizi erogat,i in ultima analisi, dagli enti inferiori. Da parte di Comuni e Province, dunque, la gestione delle proprie competenze dovrà offrire precise garanzie. La vera sfida federalista è far sì che questo possa verificarsi senza che le Regioni finiscano per soffocare le amministrazioni provinciali e comunali. Dal prosieguo dei lavori parlamentari sul federalismo fiscale aspettiamoci qualche decisiva indicazione in tal senso.
Giulio Ferrari
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