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Unità nazionale? Meglio una Confederazione di Stati
Caro Direttore,
da napoletano condivido e sottoscrivo in toto le considerazioni fatte (editoriale de il Padano del 13 maggio) sui giovani lombardi e veneti che combatterono (e bene) non tanto per l'Austria quanto per quell'idea sovranazionale che l'Impero Asburgico esprimeva. Alla fin fine, sarà un caso, sarà una combinazione, ma i grandi guai del XX secolo nascono dall'opposta idea nazionalista. Infatti, fra Germania e Italia, non saprei davvero dire chi stia messo meglio in questa particolare classifica: la stessa Germania che non è arrivata alla propria unità coi metodi criminal-sgangherati sabaudi sappiamo bene di cosa è stata capace. Del resto, i grandi Imperi sovranazionali, da quello Romano in poi, hanno sempre mirato ad un sistema di pacifica convivenza fra popoli diversi. Il riferimento all'Impero Romano potrebbe sembrare fuori luogo stante la perfetta macchina bellica messa in piedi. In realtà dipende dal fatto che la sua storia viene studiata essenzialmente come un susseguirsi di guerre, il che non è se solo ci si sofferma sulle istituzioni che ha regalato al mondo e che sono tuttora valide.

Non a caso, uno dei più accreditati consiglieri di Casa Bianca e Pentagono, Edward Luttwak, ha sviscerato a fondo il sistema con cui l'Impero ha controllato il mondo allora conosciuto con forze militari esigue (e si può capire l'interesse pratico degli Usa a una conoscenza perfetta della cosa). Fra l'altro, "ognuno a casa propria"...i guai iniziarono proprio quando non si riuscì più a controllare movimenti migratori che partivano da aree troppo remote. Chiusa la digressione, anche se la storia non si fa con i se e i ma, è lecito chiedersi se non avremmo avuto una vita migliore, specialmente i nostri padri e nonni, se i vecchi Stati preunitari fossero sopravvissuti in una pacifica Confederazione.

Quanto è costato al Paese intero l'aver dilapidato risorse per "portare la civiltà" a popoli che ne sentivano la necessità come di un terzo occhio in fronte? Quanto è costato al Paese l'aver dilapidato risorse per metter su una flotta militare che a fine Ottocento faceva paura agli Usa (parole del Sottosegretario alla Marina statunitense dell'epoca, pronunciate in Congresso)? E questo mentre all'interno "vantavamo" un tasso di analfabetismo dell'80%? A tal proposito, la Russia zarista, prerivoluzionaria quindi, era attestata su un 48%. E' giusto pertanto e, concludo, rendere onore a quei vinti che se non fossero stati tali avrebbero assicurato un avvenire migliore ai Popoli Italiani.

Maurizio D'Angelo

 

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