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Io, ebreo, difendo la Lega dagli attacchi di Haaretz
Gentile direttore ,
sono un esponente della Comunità ebraica milanese, nonchè orgoglioso elettore della Lega Nord. In merito al vostro articolo del 22 marzo che cita il quotidiano Haaretz per una serie di farneticanti attacchi alla Lega, ci terrei a precisare quanto segue:
1) Il quotidiano Haaretz sta a Israele quanto il Manifesto sta all'Italia, detto questo, può capire da solo quanto valore possano avere gli articoli contenuti in quel giornale.
2) Non mi nasconderò dietro a un dito, e so che purtroppo dalle Comunità ebraiche italiane, e dai loro vertici spesso partono attacchi violenti e incoscienti contro la Lega Nord. Purtroppo, i cretini esistono dappertutto, anche tra gli ebrei, ma posso assicurarle che il pensiero di pochi leader ebrei che militano a sinistra non coincide minimamente con la base della popolazione ebraica che di certo non viene ospitata nei salotti televisivi o nei giornali.
3) Ritengo che la Lega stia svolgendo un ottimo lavoro su tutti i fronti, e gli italiani, non solo al Nord, stiano comprendendo e apprezzando. Avanti così e buon lavoro.

Alessandro Karmeli
(Comunità ebraica di Milano)


Gentile sig. Karmeli,
mi sembra un po' ingenerosa l'equiparazione tra il manifesto e Haaretz, che è quotidiano di caratura internazionale, ma il suo paragone rende l'idea almeno per quanto riguarda l'orientamento politico delle due testate. Apprezzo anche la presa di distanza da certi “leader ebrei” che, in effetti, spesso e volentieri riservano alla Lega espressioni di astio difficilmente comprensibili. Purtroppo non si tratta solo di “cretini” ma anche di esponenti politico-religiosi di prima grandezza.

Ricordo il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni descrivere i leghisti con argomentazioni che sembrano attinte dall'armamentario ideologico dei centri sociali, sino a paragonare le misure di contrasto dell'immigrazione clandestina alle azioni squadristiche delle camicie brune hitleriane: “La Shoa è unica, ma si ripetono elementi di quella storia”, disse a proposito.

So quanto voi ebrei siate gelosi custodi della vostra peculiarità (direi anche e soprattutto dal punto di vista dell'eredità etnica), e mi riesce difficile capire perchè molti esponenti dell'ebraismo sembrino operare, invece, per deprimere e cancellare l'identità di altri popoli col pretesto del progressismo e dell'antirazzismo. Sospetto che ciò avvenga per il timore che forti identità “nazionali” finiscano col calpestare le vostre cosmopolite comunità. Può darsi che in tutto ciò vi sia un'istintiva difesa motivata da millenarie persecuzioni ma, specie quando alle porte preme la minaccia di un islam feroce, tale attitudine rischia di rivelarsi alquanto miope.


G. F.

 

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