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La comunione di Berlusconi: che giornalisti ignoranti!
Caro direttore,
apprendo che mons. Fisichella è finalmente intervenuto nella questione della comunione di Silvio Berlusconi dicendo, come aveva subito rilevato il Padano.com, che quella comunione era del tutto lecita. Su questa vicenda è andata in scena la presunzione di una serie di ignoranti, specie giornalisti che vogliono fare i teologi senza sapere un tubo. Il divorzio, infatti, non è peccato in sè, ma lo sono le situazioni che determina. Questo perchè se il divorziato da matrimonio religioso si risposa può solo farlo con matrimonio civile e quindi è un adultero e un concubino per la Chiesa che considera valido ancora ed esclusivamente il primo matrimonio, quello sacramentale. Lo sapevo anch'io che non sono un teologo, ma su questa faccenda s'è vista un'ignoranza e una presunzione pazzesca dei moralisti d'accatto che parlavano del "privilegio" concesso al Cavaliere. Chiunque poteva capire che Berlusconi avendo mollato la Lario è uscito dalla situazione di pubblico peccatore. Se se ne è pentito e se si è confessato può fare lecitamente la comunione. Se, potendo, torma assieme alla prima moglie, però, è molto meglio! Capito, teologi della mutua?

Luca Citterio

 

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