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Zaia non vuole il nucleare in Veneto. E chi se lo piglia? “STOP ATOMO: ABBIAMO GIÀ DATO” |
La Padania, già “pattumiera” di Bassolino, dovrebbe farsi carico delle centrali? Intanto dalla Germania arrivano notizie inquietanti
di Paola Galli. Venexia - “Abbiamo già dato, ci manca solo l'atomo!”. Luca Zaia, ministro dell'Agricoltura e candidato alla presidenza della Regione Veneto non smette di stupire piacevolmente. Coraggio, coerenza ed amore per la propria terra al di sopra dell'opportunità politica lo spingono a dare un dispiacere persino a quel governo romano di cui lui pure, per quanto provvisoriamente, fa parte. “No a centrali nucleari in Veneto”, dice Zaia da alcuni giorni e in un'intervista al Corriere della Sera annuncia che si opporrà alla realizzazione delle controverse strutture. “Il nucleare può essere una strada – afferma -, ma il Veneto la sua parte l'ha già fatta”.
IRREMOVIBILE. “Con il rigassificatore al largo delle sue coste, e con la riconversione al carbone di Porto Tolle – continua -, da quel che ci dicono i tecnici, il nostro bilancio è positivo”. Ma il governo amico potrebbe chiedere al Veneto un sacrificio, un gesto di buon cuore... Zaia resta irremovibile: “Il Veneto – chiarisce - la mano sul cuore la mette da sempre. Questo però non significa che continueremo a farlo. Prima dovremmo vedere con dati inoppugnabili che non ci sono alternative in tutte le Regioni in cui il bilancio energetico è negativo. E anche allora, io manterrei le mie più totali perplessità”.
POVERO PO. Il discorso del Veneto, a ben vedere, potrebbe essere fatto proprio da tutte le altre regioni padane. Come è noto, le centrali atomiche generalmente sorgono in prossimità di fiumi e laghi per attingervi l'acqua che opera il raffreddamento dei reattori nucleari: la Padania, e soprattutto il corso del Po, diventa un luogo privilegiato per queste installazioni sulla cui utilità e innocuità sono in molti ad esprimere dubbi, anche all'estero.
LEUCEMIE NEI BAMBINI. Il 10 dicembre 2006 il quotidiano Suddeutsche Zeitung ha riportato gli esiti di uno studio realizzato dall'Università di Mainz per l'Ufficio Federale tedesco per la Protezione dalle Radiazioni (Bfs) da cui risulta che i bambini che abitano vicino a impianti nucleari hanno un rischio molto più alto (addirittura doppio) di contrarre la leucemia e altri tipi di cancro. Il ministro tedesco dell'Ambiente, Sigmar Gabriel, ha cercato di tranquillizzare la popolazione spiegando che la Germania ha comunque in programma di chiudere tutti i suoi impianti nucleari entro il 2020. Le preoccupazioni di Zaia, forse, non sono del tutto infondate.
7 febbraio 2010 |
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