CRONACA
Attualità
Territorio
SOCIETA'
Costume
Chiesa
POLITICA
Padania
Italia/Estero
ECONOMIA
Lavoro
Finanza
CULTURA
Tradizione
Arte / Letteratura
Scienza
IDEE IN MOVIMENTO
Lettere al Direttore
Agenda
IL PADANO DELLA DOMENICA
Fuori porta
Giorno del Signore
Sapori & Saperi

ZOOM +

Verona, camicie verdi colpevoli di non essere italiani
36 PADANI RISCHIANO 12 ANNI DI PRIGIONE
Gravi imputazioni per i militanti del Carroccio nel mirino di Papalia
Vertici leghisti graziati dall'immunità: fate un bel gesto, rifiutatela

di Elsa Franscini. Verona – Si chiama Rita Caccamo ed è il gup di Verona che ha motivato il rinvio a giudizio di 36 camicie verdi con l'imputazione di “costituzione di banda armata”, reato che prevede fino a 12 anni di reclusione. Il procedimento contro militanti padani accusati di non voler restare schiavi di Roma venne avviato nel 1996 dall'allora procuratore Guido Papalia e coinvolgeva anche i vertici della Lega Nord, tra i quali Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli, esclusi definitivamente dall'inchiesta nello scorso dicembre.

CONQUISTARE L'AUTONOMIA. Fatti salvi i leghisti protetti da immunità parlamentare, dunque, l'azione della magistratura italiana prosegue nei confronti delle Camicie verdi ritenute “una vera e propria associazione a carattere militare, articolata in più compagnie dislocate territorialmente, che si prefiggeva lo scopo di conquistare l’autonomia della Padania dall’Italia”.

MACIGNO DELLA PRESCRIZIONE. Tra i rinviati a giudizio figura anche il sindaco di Treviso e segretario della Liga Gian Paolo Gobbo e il deputato Matteo Bragantini. Difensore della maggior parte degli imputati è l’avvocato Matteo Bragandì, che ha parlato di “processo politico che cozzerà col macigno della prescrizione”.

CONDIVISIONE MANCATA. Ecco, di seguito, l'elenco dei parlamentari che, protetti dall'immunità all'epoca dei fatti, oggi non condividono il destino degli altri 36 padani rinviati a giudizio: oltre ai tre ministri (il segretario della Lega Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli) sono usciti dal mirino della giustizia italiana Vito Gnutti, Francesco Speroni, Mario Borghezio, Enrico Cavaliere, Giacomo Chiappori, Giancarlo Pagliarini e Luigi Vascon. Un bel gesto sarebbe quello di rinunciare all'immunità e rimanere al fianco degli altri imputati.

24 gennaio 2010

 

EDITORIALE
Lasciate in pace
i “bambini cattivi”
di Civitanova
di Giulio Ferrari.
Popolo di vili quello che non difende le sue donne e permette che dei bimbi vengano additati al pubblico ludibrio, c ...

LETTERE
AL DIRETTORE