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AGRIGENTO, PRESEPE-BARZELLETTA IN CATTEDRALE
Uno schiaffo all'Epifania: i Re Magi usati per fare propaganda contro la Cristianità
di Redazione. Agrigento (Italia) – Anche il presepe può diventare un'arma contro la Cristianità (così veniva chiamato il Vecchio Continente nei secoli cattolici). Francesco Montenegro, vescovo ultraprogressista di Agrigento, con il ricorso a qualche contorsionismo mentale, ha offerto una mediatica dimostrazione di come persino un oggetto di devozione si presti a promuovere la liquefazione dell'identità cristiana: l'intenzione, sentenziano i moralisti, è tutto. Vediamo in che modo. Il prelato ha messo in mano al locale direttore della Caritas, Valerio Landri, la penna che ha “sfregiato” il presepe della cattedrale. In occasione dell'Epifania, infatti, dalla sacra rappresentazione sono stati epurati i Re Magi; al loro posto un avviso con scritto che “quest'anno Gesù Bambino resterà senza regali: i Magi non arriveranno perché sono stati respinti alla frontiera insieme agli altri immigrati”.

IRRIVERENZA. Barzelletta che potrebbe strappare dei sorrisi a qualcuno di bocca buona, se le circostanze non facessero rischiare all'imprudente buontempone l'irriverenza e l'oltraggio. Per la coppia Montenegro-Landri, tuttavia, quello che conta è d'aver lanciato lo “sconvolgente” messaggio: respingere i clandestini è come dare il foglio di via ai Re Magi. Paragone che non rivela solo demagogia da un tanto al chilo ma, se vogliamo, tradisce anche lacune sorprendenti riguardo a materie che dovrebbero essere ben padroneggiate da gente di Chiesa, addirittura con responsabilità pastorali.

PASTORE PREMUROSO. Viene tramandato, infatti, che uno dei tre Magi (Gaspare) fosse europeo, dunque non può essere considerato extracomunitario come erroneamente ritengono Montenegro e il suo aiutante. Quanto all'accoglienza indiscriminata, il vescovo agrigentino potrebbe trarre giovamento delle lettere pastorali del cattolicissimo card. Giacomo Biffi, il quale, con premura di autentico pastore verso il suo gregge, metteva in guardia dallo spalancare le porte a un'immigrazione straniera destinata a cancellare la civiltà.

PREFERENZA CATTOLICA. Se proprio si vuole fare entrare qualcuno in quei Paesi per tanti secoli difesi dalla Chiesa, ammoniva l'arcivescovo di Bologna, si preferiscano gli immigrati cattolici, che offrono maggiori possibilità d'integrazione. Alla luce di queste considerazioni, condivise in più circostanze anche dalla Lega, i due restanti Sovrani (l'africano Baldassarre e l'asiatico Melchiorre) venuti ad adorare il Bambinello avrebbero avuto facile ingresso in un Paese dove entra ed esce a suo piacimento persino il figlio di Gheddafi.

SCONCERTO DEI FEDELI. Quella del vescovo d'Agrigento, dunque, è una provocazione che non sta in piedi. Resta lo sconcerto dei fedeli: non pochi si sono lamentati per la spregiudicata strumentalizzazione del Bambinello e qualcun altro ha anche ricordato la moderna strage dei bambinelli. Nei paesi sottosviluppati, infatti, muore un bimbo di stenti ogni 5 secondi quando basterebbero pochi euro per salvarlo e mantenerlo per un anno intero: ma certi caritatevoli soggetti preferiscono che vengano bruciati qui da noi ingenti capitali per realizzare il progetto ideologico della società multirazziale.

6 gennaio 2010

 

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