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CREMONA, I ROMENI VOGLIONO UNA CHIESA
Egr. Direttore,
in questi giorni si è ripreso a parlare della possibilità per la comunità ortodossa romena di Cremona di poter disporre di uno spazio per poter edificare un luogo di culto per la comunità. Premesso che si tratterebbe di una chiesa e che quindi questa non farebbe venire meno le radici cristiane del nostro territorio ma, anzi permetterebbe una maggiore riaffermazione delle stesse, successivamente mi permetto di far notare come l’amministrazione di centro destra di Verona, guidata dal dottor Flavio Tosi, si sia dimostrata maggiormente aperta verso i nostri fratelli cristiani. Infatti come recentemente affermato da un componente della giunta scaligera: “Gli ottimi rapporti fra la comunità romena e l’amministrazione comunale contribuiscono a favorire l’integrazione e a migliorare la vita civile della nostra città”.

Inoltre proprio per venire incontro alla comunità, l’amministrazione, a maggioranza leghista di Verona ha anche annunciato l’imminente conclusione del procedimento di alienazione (quindi vendita) di un’area comunale ubicata in zona Palladio allo Stato romeno, per la realizzazione di una chiesa ortodossa con annesso centro culturale. “Siamo in attesa della comunicazione formale da parte del Governo romeno – dice ancora l’assessore - dopo di che la comunità ortodossa veronese potrà presentare il progetto per la realizzazione del centro culturale, che avrà spazi di aggregazione per giovani, donne e famiglie, ma sarà anche aperto a tutta la cittadinanza e a disposizione del quartiere, per favorire reciproche relazioni sociali e positivi scambi di esperienze e di tradizioni”.

Trovo pertanto non corretto che una forza politica della maggioranza che governa la città di Cremona, si sia schierata in modo così pregiudizievole contro la comunità ortodossa romena con termini anche offensivi nei confronti di questa comunità fatta di lavoratori e persone per bene. Chi contesta questa idea semplicemente non conosce la grande fede e la grande tradizione cristiana del popolo romeno, una fede e una tradizione che farebbe sicuramente bene a tutto il tessuto sociale di Cremona e premetterebbe, di riaffermare assieme ai fratelli romeni la millenaria tradizione cristiana del nostro territorio e riaffermare la grande solidarietà che deve regnare tra cristiani, come del resto avviene in Romania dove nella stessa città facilmente si possono trovare – magari nella stessa piazza - chiese cattoliche, ortodosse e protestanti.

Per quanto riguarda la comunità romena nel suo complesso credo che le parole migliori siano quelle del ministro Maroni che, recentemente ha affermato: "La comunità romena in Italia è una comunità ben integrata, è la più numerosa, porta grandi vantaggi all'economia e alla società italiana. Noi la riconosciamo come la comunità più importante presente in Italia". Una affermazione chiara che dovrebbe far riflettere anche coloro che si sono dichiarati contrari alla proposta avanzata dall’amministrazione comunale. Se però neppure questa autorevole presa di posizione bastasse la cosa migliore che consiglio a coloro che non vorrebbero una costruzione di una chiesa ortodossa nella città è di andare una domenica alla liturgia per vedere con i proprio occhi e toccare con mano la grande fede del popolo romeno una fede sincera, una devozione reale al cristianesimo. Quindi invito l’amministrazione comunale a prevedere nell’individuazione di un area da alienare alla comunità romena magari procedendo sul modello veronese.

Marco Baratto
(Vice Presidente Associazione “Dacia”)

Egr. Signor Baratto,
temo che i romeni scontino la cattiva fama di cui gode la miriade di zingari rom provenienti dal loro paese. Andrebbe spiegato che, in realtà, i rom non sono romeni, bensì originari dell'India: si sono stabiliti in Romania, spesso acquistandone la nazionalità, e diffondendosi in vari paesi d'Europa. Da qui l'equivoco dell'identificazione coi rom, che spesso gli stessi romeni mal sopportano. Ciò premesso, trovo comunque fuorviante invocare la realizzazione di una chiesa ortodossa in nome delle radici e della tradizione cristiana: in quel di Cremona come in tutta la Padania, infatti, tali radici e tradizioni religiose sono da un paio di millenni cattoliche. E mi scusi se, in quest'epoca di minestroni ecumenici, noi sottilizziamo ancora.


Giulio Ferrari

 

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