CRONACA
Attualità
Territorio
SOCIETA'
Costume
Chiesa
POLITICA
Padania
Italia/Estero
ECONOMIA
Lavoro
Finanza
CULTURA
Tradizione
Arte / Letteratura
Scienza
IDEE IN MOVIMENTO
Lettere al Direttore
Agenda
IL PADANO DELLA DOMENICA
Fuori porta
Giorno del Signore
Sapori & Saperi

ZOOM +

RU486: PER LE MADRI SNATURATE
C'E' LA SCOMUNICA DAVANTI A DIO
Allasia: "Strumento di morte". Polledri. "Effetti letali"
di Redazione. Roma (Italia) - Chi uccide il nascituro con la pillola abortiva compie un delitto abominevole: per la madre e per i suoi complici scatta ipso facto la scomunica. Dopo che l’agenzia del farmaco (Aifa) ha dato il placet alla messa in commercio in Italia della Ru486, la Chiesa avverte quali sarebbero davanti a Dio le conseguenze per chi ne farà uso, dalla madre ai medici a chiunque collabora all'eliminazione della vita nascente. Mons. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia Pro Vita, spiega che "dal punto di vista del diritto canonico non esiste nessuna differenza tra aborto chirurgico e aborto farmacologico". Il prelato smentisce la propaganda delle case farmaceutiche: "Non è vero che sia un metodo meno doloroso: provoca dolori, sanguinamenti e fa rischiare la vita alle donne. Non è un farmaco, è un composto per uccidere il feto, cioè un essere umano. Ci sono pressioni dell'industria farmaceutica che vuole solo fare cassa, e pressioni ideologiche per usare l'aborto come un tragico baluardo di libertà della donna".

SOCIETA' ALLO SBANDO. Davanti allo sbandamento della società, si leva ferma la voce della Chiesa, "contraria all'introduzione del farmaco, che è solo un incoraggiamento e una facilitazione all'aborto, un pericolo intollerabile per la donna e il ritorno della donna stessa alla solitudine e alla disperazione, visto che si può abortire anche fuori dall'ospedale". Di fronte a Dio, conclude mons. Sgreccia, "chi utilizza la pillola o i medici che la prescrivono e seguono l'iter sono automaticamente scomunicati".

SOTTOCULTURA. Sulla questione erano intervenuti in tempi recenti anche esponenti della Lega Nord. Netta la condanna del deputato leghista Stefano Allasia, segretario provinciale del Carroccio torinese di Torino: "Sappiamo bene che la Ru486 non è una pillola qualsiasi da sottovalutare. Sarebbe più giusto definirla per quella che è realmente: un potenziale mezzo di morte. Accanto ad una cultura, non condivisibile della morte, bisogna lavorare per la vita, educando, informando e prevenendo".

IMPREVEDIBILE. Contro il riconoscimento dell'Aifa era intervenuto, con un'interrrogazione al ministro della sanità, anche il senatore leghista Massimo Polledri ribadendo che "la Ru 486 è imprevedibile nei suoi effetti: l’aborto si può prolungare per oltre due settimane, con nausea, perdite di sangue, vomito e contrazioni dolorose. Una donna su dieci avrà comunque bisogno di un intervento per portare a termine l’aborto". Ricordando che la Ru 486, ha fatto registrare molti casi di decessi nel mondo, Polledri ha sottolineato che "la pillola abortiva comporta gravi rischi per le giovanissime: chi ha meno di 18 anni può accusare disturbi nel completamento dello sviluppo, con il rischio dell’infertilità. Le case farmaceutiche non lo dicono, ma queste ragazze rischiano di non potere poi avere più bambini". "Il sogno dell’industria è arrivare a far sì che l’aborto a livello mondiale sia portato avanti in maniera chimica, attraverso una produzione di massa della Ru 486. Le indicazioni che possono essere tratte dai casi medici registrati in altri Paesi - ha affermato Polledri - testimoniano che la Ru 486 indebolisce fortemente il sistema immunitario, rendendo impossibile per la paziente combattere i batteri. Questo conduce a uno shock settico e a morte rapida. Perciò il Canada ha bloccato le sperimentazioni, e lì la vendita della Ru 486 non è consentita".

31 luglio 2009

 

EDITORIALE
Ma nessuno ricorda
i lombardo-veneti
caduti per l'Austria
di Giulio Ferrari.
Nell'800 migliaia di giovani lombardi e veneti hanno strenuamente combattuto contro l'Italia e contro il tric ...

LETTERE
AL DIRETTORE