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NON SONO LA MOGLIE (NAPOLETANA) DI SALVINI
Gentile Direttore,
nella agevole convinzione di parlare a nome di moltissimi cittadini italiani, e nel ricordare l'ovvio ma forse trascurato dato che l'Italia, ai sensi dell'art. 5 Cost., è "una ed indivisibile", Le chiederei cortesemente di dare una dimostrazione di serietà e civiltà del Suo giornale e di prendere una posizione espressa di dissociazione dal vergognoso ed inquietante episodio che ha visto protagonista il Sig. Matteo Salvini, noto e discusso esponente politico della Lega Nord, in occasione del tradizionale raduno della Lega Nord stessa a Pontida, avvenuto nel 2008.

Come riportato dal quotidiano "La Repubblica", infatti (l'articolo è reperibile al link http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/salvini-a-pontida/salvini-a..., pagina dalla quale si accede anche al video che testimonia direttamente l'accaduto) il Sig. Salvini si permette di cantare queste parole: "Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani...". Poi, alza il bicchiere e insiste: "Son colerosi e terremotati... Con il sapone non si sono mai lavati...".

Mi pare non vi sia alcun dubbio che il fatto sarebbe già gravissimo se commesso da un comune cittadino. Tanto più grave se a commetterlo, come nel caso, è un europarlamentare rappresentante della Repubblica italiana nonché titolare di importante carica elettiva al Comune di Milano.

Qui non si tratta, come è evidente, di opinioni politiche, anche "forti", ma di gravi ed intollerabili accuse rivolte dal titolare di una carica pubblica ad un'intera parte della popolazione italiana, con evidente spregio dei diritti fondamentali e della convivenza civile e democratica, che mi auguro dia luogo (anche se ci credo poco) a pubbliche scuse da parte del Sig. Salvini e del partito al quale lo stesso appartiene.

In mancanza di una Vostra dissociazione espressa, e considerata la linea editoriale seguita dalla Vostra testata, dovrò ritenere che condividiate il vergognoso episodio. Ma mi auguro sinceramente che ciò non accada. In caso contrario, mi farò senz'altro promotore delle opportune iniziative, anche se del caso di carattere giudiziario, affinché la posizione di assenso (tacito o esplicito) del Vostro giornale all'aberrante episodio che ha visto protagonista il Sig. Salvini sia sottoposto a pubblico giudizio nelle sedi opportune.

Avv. Francesco Calabria


Egr. Avvocato,
ho avuto la tentazione di mandarla a quel paese, perchè le minacce mi hanno sempre fatto ridere, specialmente se fantasiose come la sua. Tuttavia, le risponderò, e non certo in ossequio a quell'art. 5 della costituzione, di cui lei si riempie la bocca e che a noi ricorda solo le sofferenze delle popolazioni lombardo-venete (e anche di quelle borboniche) calpestate, sfruttate, massacrate dal nascente Stato massonico italiano. Vede, non vale la pena e non ho alcun motivo di prendere le distanze da Salvini: non ne sono il tutore, il padre e neppure la moglie (mi dicono napoletana!). Da osservatore delle vicende politiche (per chi voglia così chiamare anche certi show col boccale di birra in mano) mi permetto solo di rilevare che gli insulti da stadio cantati ai napoletani male si sposano alle campagne di penetrazione leghista in Italia (intesa come Meridione). Diciamo che gli uni o le altre sono fuori luogo. O tutti e due.


G. F.

 

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