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INDAGATI 26 FANATICI ISLAMICI NEI GUAI ANCHE L’IMAM DI VICENZA |
Franco: “Confermata la nostra contrarietà alle moschee”
di Alessandra Consonni. Vicensa - La moschea di via dei Mille, a Vicenza, era un luogo prediletto da quegli islamici sempre prodighi di baci di Giuda ecumenici e che, al tempo stesso, sognano di sgozzare tutti i cristiani. Lo ha accertato la Digos della Questura di Venezia che ha eseguito in giornata 26 perquisizioni nelle abitazioni di altrettanti stranieri nelle province di Vicenza, Venezia, Padova, Brescia, Bergamo, Como, Cuneo, Forlì e Trento, oltre che in un paio di province italiane.
NESSUN CLANDESTINO. Gli extracomunitari nel mirino sono quasi tutti algerini e immigrati perfettamente integrati, con permesso regolare, contratto di lavoro e famiglia. I 26 stranieri, tra cui un imam, sono stati indagati per associazione con finalità di sostegno al terrorismo internazionale, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e ricettazione.
ODIO IRREFRENABILE. Dalle intercettazioni telefoniche, in particolare, risulta che gli islamici indagati nutrissero un odio irrefrenabile nei confronti dei cristiani e inneggiassero alla guerra in nome di Maometto.
MACCHE’ LIBERTA’ RELIGIOSA. Il segretario provinciale vicentino della Lega nord, senatore Paolo Franco si rallegra per gli esiti dell’operazione condotta dalla Digos. "Con il procedimento contro l'imam di Vicenza – afferma - è confermata la nostra assoluta contrarietà alla apertura di moschee nel vicentino come in tutto il paese". "La Lega vicentina – continua - ha più volte sostenuto che non ci si può illudere che aprire le moschee voglia dire garantire la libertà di religione. E' una presa in giro: aprire le moschee significa dare un supporto al terrorismo. Fortuna – conclude - che c'è la Lega che dice queste cose".
2 aprile 2009
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