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E SE MONS. WILLIAMSON AVESSE RAGIONE?
Caro direttore,
ho visto sul Corriere.it il video dell’intervista “incriminata” al vescovo cattolico-tradizionalista mons. Williamson. Mi sembra che questo prelato abbia esposto in maniera assolutamente pacata quelle che sono le sue perplessità su una controversa questione di storia moderna: l’esistenza delle camere a gas nei “campi” tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Le atomiche sulle città di Hiroshima e Nagasaki non furono meno terribili di una gasazione di massa per gli effetti devastanti che produssero sulla popolazione civile, che rimase ad agonizzare per giorni, orrendamente corrosa dalle radiazioni, senza possibilità di essere aiutata nè assistita: quello fu un crimine di guerra incontestabile (e impunito perché i vinti hanno sempre torto); sulla questione delle camere a gas, invece, si è voluta imporre una verità, un pensiero unico perché evidentemente la cosa non era tanto limpida. I diversi storici che l’hanno confutata, molti di loro sono persino di sinistra e non certo neonazisti, hanno perso la cattedra, sono stati picchiati o uccisi da gruppi di fanatici (come è accaduto ad esempio a degli storici francesi), o processati e incarcerati dalla “giustizia” (in molti stati è reato negare l’olocausto: non si è mai visto porre una simile limitazione a degli studiosi, visto che la ricerca storica è in costante evoluzione, invece in questo caso chi fa scoperte sgradite al potere finisce in galera!).

Insomma, io non sono uno studioso e non ho gli strumenti per vantare certezze, però mi informo sull’attualità e tutto quello che è accaduto intorno alla “verità indiscutibile” dell’olocausto non mi piace, mi fa sentire assai meno libero. E’ mai possibile che oggi si possa dubitare di tutto, a cominciare dall’esistenza di Dio, ma non si può dire la propria opinione su un fatto storico? I pellerossa d’America hanno subito un olocausto ben peggiore e assolutamente documentato, ma per loro non c’è nessuna giornata della memoria, anzi dopo esser stati scientificamente sterminati continuano a fare la figura dei “cattivi” nei telefilm. Chi è che ci controlla il pensiero? Mons. Williamson ha detto la sua sulle camere a gas, da uomo libero che esprime un’opinione, e viene linciato: le comunità ebraiche pretendono “una ritrattazione” delle sue parole. Insomma che neghi quello che pensa. Non so se lo farà. Ma tutto questo mi fa pensare solo una cosa: e se Williamson avesse ragione?

Fabio Giovenzana

27 gennaio 2009

 

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